L'ULTIMA NOTTE di FURIO JESI
L'ULTIMA NOTTE
di
FURIO JESI
Ovvero
Quello che non ti aspetti
Ehi, queste sono solo le mie impressioni sul libro:
nulla a favore o contro chi lo ha scritto!
Dopo tanti racconti con protagonisti vampiri o persone che hanno a che fare con loro come avversari o amanti (o tutti e due), credevo di averle davvero lette tutte le possibili, immaginabili, variabili. Invece poi arriva Furio Jesi e la situazione si ribalta a 180°: niente creature sanguinarie in cerca di vene o altre frattaglie tipo il cuore.
No, qua i principi della notte sono esseri potenti rimasti ai margini per secoli, in attesa di poter tornare all'antico splendore, quando dominavano la terra governandola con giustizia ed equità, sfruttando le persone come mandrie di bovini da sangue. Fin qui niente di nuovo direte voi, avendo pure ragione, ma ecco la novità: devoti a Nostro Signore, chiedono ed ottengono da Lui il permesso di fare la guerra agli Uomini.
Si avete capito benissimo: i non- morti che solitamente impazziscono alla sola vista del Crocefisso, qua ricevono udienza nientepopò di meno che da San Pietro prima, Gesù in persona poi. Il perchè Lui debba decidere che siamo meno meritevoli delle sanguisughe con le ali, è un mistero che va accettato come un dogma: per pura fede.
Basterebbe questo a farne un romanzo interessante e fuori dall'ordinario ma è pure scritto in un modo che sembra stare a metà strada fra lo stile profetico del Libro dell'Apocalisse e quello onirico di un paio di libri di Banana Yoshimoto.
Ora, a voler essere del tutto sincere a me quel modo di scrivere non è che faccia particolarmente impazzire, perchè mi ha sempre dato la sensazine che il racconto non parta mai, sempre in attesa che esploda; invece ero già quasi alla fine e niente: non ho provato le emozioni travolgenti che mi sarei aspettata. Mi sarei potuta accontentare di un minimo di suspance,eh? Ma Jesi ha deciso che le emozioni forti non erano le benvenute nelle righe del suo lavoro e così, ciccia.
Eh a dirla tutta neanche la mente era così convinta di stare seguendo con interesse; probabilmente perchè diversi paragrafi iniziavano storie incentrate su uno o due personaggi, facendoti credere che fossero passaggi importanti, con figure che torneranno più avanti... invece no. Restano li, ferme immobili nelle pagine che hai già letto, inutili ma non dimenticabili.
Infatti continuerai a chiederti: ma che cavolo di senso ha avuto quella roba? Ma il tizio quando torna? Eh?!? La tizia da dove esce fuori? La tizia dove è finita?
La risposta sarà sempre una: boh.
Ecco, penso che sia proprio questo il punto. La storia c'è, perchè è talmente curiosa ed inusuale da spingerti ad andare avanti nella lettura, viene presentato il mondo dei vampiri in maniera intrigante e si ribalta l'idea che abbiamo di loro. Ma si perde in misticismi che rallentano di parecchio il ritmo e distraggono da ciò che sta succedendo. Inoltre non c'è attenzione verso la battaglia che si svolge da metà in poi: tutto quello che ci viene detto è che i vampiri trionfano conquistando città dopo città, senza incontrare una resistenza davvero valida: niente passaggi d'azione al cardiopalma e praticamente nessuna parola è stata spesa per descrivere qualche agonizzante o la desolazione vissuta dagli umani.
Niente, zero, nein.
Ma allora val la pena oppure no di leggerlo?
Meh. Diciamo che la vale se si è in cerca di qualcosa di nuovo, però meglio non aspettarsi di restare avvinti dalla narrazione, ecco. Sicuramente è un testo interessante per gli appassionati del Conte Dracula e nipoti, quello si, però non credo che cambierà il corso della vostra vita e neppure che lo inserirete nel vostro personalissimo elenco dei Dieci Migliori Libri dell Storia che ciascun lettore degno di questo nome ha.
Sicuramente è un noo alla possibiltà di leggerlo sotto l'ombrellone o durante le vacanze natalizie, ma si ad un pomeriggio di novembre senza altre opzioni per farlo passare.

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