L'ESTATE IN CUI MIA MADRE EBBE GLI OCCHI VERDI di TATIANA TIBULEAC

                                                

                                         L'estate in cui mia madre ebbe gli occhi verdi - Tatiana Tibuleac - copertina

 

L'ESTATE IN CUI MIA MADRE EBBE GLI OCCHI VERDI

di

          TATIANA TIBULEAC             

Ovvero

Quello che non ti aspetti 

 

Ehi, queste sono solo le mie opinioni in merito al libro:

nulla a favore o contro chi lo ha scritto!

 

 

Ho letto L'estate che mia madre ebbe gli occhi verdi su consiglio di una collega che lo stava leggendo con grande concentrazione mentre se ne stava spofondata in una poltroncina. 

Mi sono fidata del suo suggerimento e finalmente mi sono decisa ad "assaggiarlo": ho gustato pagine aspre, amare, dolciastre, zuccherose. Nemmeno una insipida- che per un libro sarebbe stata un'autentica tragedia.

Il romanzo ha per protagonisti una madre ubriacona grassae sfatta e suo figlio Alesky, funestato da accessi di violenza dovuti a e alla vita inutile che stava conducendo e ad una malattia mentale che non verrà mai specificata: sapremo solo che prende parecchie pastiglie. Sarà il suo punto di vista a guiderci attraverso una lunga estate francese densa di cambiamenti.

Ma hanno un ruolo da protagonista pure la vita squallida costellata da persone mediocri, sogni volgari, e sporcizia, la sensazione di non essere in grado di avere relazioni normali con la gente qualsiasi e il cambiamento che ad un certo punto scatterà, l'odio violento nei riguardi nella madre (il padre viene sempre e solo descritto come una figura violenta ed incapace).

Chiaramente non anticiperò altro della storia per non togliervi il piacere della lettura e quel che ho scritto lo troverete nelle prime dieci pagine, che a me hanno catturata subito per il disagio che lasciano colare in tutta la loro drammaticità. Ma soprattutto il disgusto e l'impressione che tutti i colori del mondo di Alesky fossero sui toni del verde marcio.  Ho proprio provato una forte sensazione di nausea nell'entrare nel contesto di forte desolazione che ci viene presentato: le parole usate per descriverlo sono pure troppo efficaci... quasi, quasi provavo una sensazione di unticcio sulla pelle. 

Di libri sulle dinamiche famigliari ne sono stati pubblicati a carrettate, specialmente con personaggi giovani e anche l'pera della Tibuleac mette in campo il cocktail dell'adolescenza: desideri sessuali frustrati, corpi non sempre lavati, alimentazione pessima e sigarette. Ma anzichè andare verso l'età adulta avanzando giorno dopo giorno, la mia impressione è che Alesky sia obbligato ad intraprendere un doppio senitero: mentre va avanti, contemporaneamente va all'indietro verso l'infanzia per poterla purificare attraverso il nuovo rapporto con la madre. 

L'autrice è davvero brava nel farci percepire il mutare della situazione usando a suo vantaggio i panorami assolati che, pian piano, scacciano i miasmi della vodka e cicatrizzano le cicatrici emotive. 

So di non poter dire nulla di più, quindi mi limiterò a scrivere che il finale è stata una delle conclusioni che più mi hanno dato serenità, pur avendo il retrogusto amarognolo delle storie realistiche. Niente sdolcinatezze disneyane, niente finale con gli unicorni ma una vita che ha saputo guarirsi e andare avanti, scontrandosi con altri problemi.

E' consigliato? Si. 

E' per tutti? Meh. Io non lo darei in mano a qualcuno al di sotto dei sedici anni, vista la presenza di parolacce e riferimenti espliciti al sesso. Per chiunque avesse qualche annetto in più sulle spalle e la voglia di dramma va benissimo.

A meno che non siate sotto l'ombrellone: decisamente non è adatta.   

Tutto si svolge in un paio di mesi pieni di sole e girasoli ma decisamente non è una storia leggera da abbinare ad un Mojito.

    

Commenti

Post più popolari