LE SETTE MORTI DI EVELYN HARDCASTLE di STUART TURTON
LE SETTE MORTI DI EVELYN HARDCASTLE
di
STUART TURTON
Ehi, queste sono solo le mie opinioni sul libro,
nulla a favore o contro chi lo ha scritto!
Mettiamo subito in chiaro le cose: se si vuole leggere questo libro è necessaria una certa concentrazione e lucidità mentale.
Perchè il buon Turton ha ricamato una storia che, giuro sinceramente, non so come abbia fatto a tenere insieme le fila della narrazione! Come caspita c'è riuscito?! Qui non stiamo mica parlando del classico giallo con qualche flash back spiegonesco qua e là, macchè! Trame, sottotrame, ritrame, tritrame...un delirio sorprendentemente ordinato, accidenti!
Allora, prendo il buon esempio e comincio a fare ordine anche io.
Come accennato poco sopra, si tratta di un libro giallo e il titolo ci fa già sapere che il crimine attorno al quale girerà la vicenda sarà un delitto, inoltre abbiamo pure il nome della vittima prima ancora di iniziare pagina 1. Per la verità quello che noi e il protagonista non sappiamo è chi sia lui, perchè stia correndo in un bosco che non conosce e che posto sia quella magione mal messa che sta apparendo all'orizzonte.
Senza fare spoiler posso dirvi che saremo coinvolti nella ricerca dell'assassino con lui e insieme con l'indagine sugli invitati ad una stranissima festa nella villa della famiglia Hardcastle, scaveremo nelle vecchie storie successe tra quelle mura. In effetti ci renderemo conto piuttosto alla svelta che la situazione è molto più complicata del previsto e grazie all'aiuto di camerieri, invitati, parenti, amici e maggiordomi con il viso segnato da un passato incendio scenderemo in meandri di infelicità sempre più profondi...tutto per arrivare al vero cuore della storia: la redenzione (non dico di più per non fare spoiler, ma è il genre di romanzo che ti porta a porti parecchi interrogativi).
Devo dirlo: sia il contesto che le figure create da Turton sono ben descritti e credibili. Oltretutto c'è un elemento che rende ogni cosa più complessa ma che non posso dire. Porca miseria però se è un elemento da cervello che esplode! Insomma, non è la prima volta che si sente di una trovata simile, però qui è gestita in un modo che ti sembra sia la prima volta, tanto è magistrale.
Io plaudo a questo autore, alla sua idea di partenza, a come l'ha sviluppata e a come ha deciso di concluderla e lo ringrazio con tutto il cuore perchè mi ha fatto passare parecchie ore piacevoli e trasportata in un posto decisamente diverso dalla mia vita reale- non che questo sia necessariamente una cosa negativa: chi mai vorrebbe stare dove sbocciano gli omicidi come i fiori a primavera?
Quindi questo libro è consigliato? Si, decisamente. Però prendetevi un pò di tempo per potervici dedicare con calma, perchè pur non essendo un trattato di filosofia tedesca richiede lo stesso un minimo di attenzioone.
A chiunque abbia voglia di provare la suspance che deriva dal formularsi la celebre domanda: chi sarà l'assassino? Io dico di buttarsi a capofitto ne Le sette morti di Evelyn Hardcastle: non ve ne pentirete!

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