L'OCEANO IN FONDO AL SENTIERO di NEIL GAIMAN


 L'OCEANO IN FONDO AL SENTIERO

di

NEIL GAIMAN


Ehi, queste sono solo le mie opinioni in merito al libro,

nulla a favore o contro chi lo ha scritto!

 

 Beh possiamo ben dire che Neil Gaiman sia una garanzia di qualità, immaginazione intensa e di cento altre cose che lo hanno reso quell'icona che è ed io non mi sogno nemmeno di mettere in discussione la sua corona di Re del Fantasy Moderno. Una corona in condivisione con altri, ovviamente. 

Mi è capitato di sentirlo definire un buon autore di libri per ragazzi, ma io penso che sia riduttivo visto che ha il dono di saper comunicare a qualsiasi fascia d'età- le buone storie non hanno un pubblico standard: piacciono a tutti. Infatti che si abbiano dieci anni oppure settanta i suoi romanzi si gustano dall'inizio alla fine. 

Ed ecco qui L'oceano in fondo al sentiero, romanzo del 2013 che vede protagonista un uomo reduce dal funerale di...di chi? Non viene detto. Fatto sta che la malinconia del momento guida i suoi passi verso la casa dell'infanzia, prima, quindi  verso la fattoria di una vecchia amica di quando era un bambino ed il suo mondo era stato sconvolto da eventi e cose molto al di fuori della portata della sua mente (ma non della sua immaginazione).

Così inizia il viaggio nei ricordi di... di chi? Come si chiama? Non ci viene detto. In effetti se consideriamo che la voce narrante è il protagonista non sorprende che non dica come il proprio nome, del resto neanche noi quando ripensiamo a qualcosa che ci è accaduta iniziamo dicendoci: "Io sono Ermenegilda ed oggi alle sei mi sono trovata a non sapere che preparare per cena...", giusto?

Giusto.

Tranquilli che comunque il nome degli altri persoanggi lo verremo a sapere, eh? Non va avanti ad anonimati sparsi per sempre e grazie a Dio: altrimenti non ci capiremmo proprio nulla dei ricordi che finalmente risalgono in superficie da un punto nascosto dei suoi pensieri.

Si, perchè dobbiamo tenere in considerazione che lui soffre di quella che io chiamo la Sindrome di Derry: il soggetto che ne è afflitto si ritrova con la memoria tipo groviera, ovvero piena di buchi che gli offuscano il passato.  

Qua non ci troveremo davanti pagliacci che strappano le braccia ai bambini creduloni ma qualche mostro ci sarà ugualmente e pure diversi gatti. 

A proposito, mentre scrivo la mia di gatta se ne sta acciambellata beata, gli occhi socciusi e la coda a virgola. 

Secondo me è un buon libro, non all'altezza di altri lavori perchè non spiega molto e praticamente tutto resta senza risposta, nuovamente inghiottito dalla nebbia della dimenticanza e da quanto ne so per ora è tutto qui: nessun volume in uscita che gli dia un seguito.

Comunque luoghi e personaggi vengono ben descritti, arrivando a suscitare una sincera simpatia verso alcuni di loro, così come l'antagonista risulterà sia odioso che meritevole di un straccio di pietà. Insomma, nemmeno questa volta ci troviamo delusi dall'autore de Sandman.

Penso che sia ottimo se si desidera iniziare qualcuno al lavoro di Gaiman e lo si voglia fare gradatamente; ma se ciò che volete è un bell'impatto deciso allora sarebbero meglio Il figlio del cimitero o Coraline.  Questo è un racconto ben scritto e scorrevole, valido pure se si vuole leggere qualcosa di leggero durante le abbuffate natalizie o sotto l'ombrellone, ma nulla di più.

Però ecco, magari potrebbe essere particolarmente indicato per un preadolescente: la tematica del bambino che guarda al mondo degli adulti con grande perplessità è molto forte, perciò potrebbe interessare qualcuno della fascia d'età suggerita, dal momento che è proprio quella del passaggio dall'infanzia all'ingresso nel novero dei grandi.

Ah, nel caso qualcuno se lo stesse chiedendo: no, nel libro non si vedono e non si parla di sirene.


 


 

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