IL MINIMARKET DELLA SIGNORA YEOM di KIM HO-YEON
IL MINIMARKET DELLA SIGNORA YEON
di
KIM HO-YEON
Ehi, queste sono solo le mie opinioni in merito al libro:
nulla a favore o contro chi lo ha scritto!
La passione per gli autori orientali ha colpito anche me ed eccomi qua con il libro di uno scrittore coreano che non è per niente male.
Eviterò spoiler di qualsiasi tipo ma almeno che si tratti di una storia di recupero e redenzione a catena devo dirlo oppure sarà veramente difficile per me scrivere qualcosa e per voi riuscire a farvi un'idea.
Allora, cominciamo col dire che la storia è ambientata a Seoul e che i protagonisti sono un senzatetto ed un'anziana insegnante in pensione che ha perso il borsellino rosa. Diciamo pure che sarà il vagabondo a ritrovarglielo e che la signora, cristiana genuina, decide di sdebitarsi trovandogli un lavoro nel suo minimarket- quello di cui parla il titolo, per intenderci.
Potremmo immaginare questa storia come un girotondo di colpa e perdono senza sosta; persone molto diverse fra loro, ma tutte certamente simili a qualcuno che conosciamo, entrano ed escono dal supermarket portando con loro storie patetiche o frustrate che hanno bisogno di venire prima osservate e poi capite per poter avere finalmente una svolta in meglio.
Il via a questo girotondo sembrerebbe proprio averlo dato il barbone della stazione di Seoul ma solo se arriverete fino in fondo alle 260 pagine scoprirete se sia proprio così, o se il fiore della gentilezza sia stato piantato ancora prima da qualcun altro...
Non è una storia complessa, non ha incredibili colpi di scena e non ci sono momenti di suspance che si tagliano con il coltello no, questo è un racconto lineare che presenta qualche flash back e momenti di riflessione chiarificatori: nulla di complicato quindi. Potrete portarvelo sotto l'ombrellone questa estate e godervi una lettura che finirà per farvi sentire più ottimisti riguardo alla gente, mentre rosolate al sole.
Volendo potreste anche passarlo a figli o nipoti giovani, dal momento che non ci sono particolari parolacce e neanche mezza scena spinta. Inoltre io sono fermamente convinta che storie come queste servano a far comprendere quanto una buona azione possa mutare il corso degli eventi a parecchia gente: mostrare le conseguenze delle proprie azioni, siano esse nobili od ignobili, è l'unico modo davver intelligente per far riflettere sulle proprie scelte.
Oltre al fare esperienza, ovvio. Ma quella, grazie a Dio non sempre è necessaria: a volte basta un buon libro.

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