LO STRANO CASO DEL CANE UCCISO A MEZZANOTTE di MARK HADDON
LO STRANO CASO DEL CANE UCCISO A MEZZANOTTE
di
MARK HADDON
Ehi, queste sono le mie opinioni riguardo al libro:
nulla a favore o contro chi lo ha scritto!
Ogni tanto digito qualcosa come: "libri da leggere prima di morire", sul famoso motore di ricerca, seleziono una delle proposte e mi metto a scorrere l'elenco proposto. Quando incappo ne Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte, sorrido sempre con affetto.
Ai tempi in cui l'ho letto non avevo idea di cosa fosse l'autismo, non ne avevo mai sentito parlare ed io ero molto più piccola; aggiungo anche che non venisse nominato spesso come realtà e pure che non ci fossero figure con questa condizione presenti in sit-com ecc. O perlomeno io non ne ricordo.
Francamente penso che questa mia ignoranza non mi abbia minimamente orbata della capacità di provare simpatia nei riguardi del protagonista nè di suo padre. Per chiunque altro si sia avvicinato al libro perchè sapeva già che quello sarebbe stato uno dei temi trattati, buon per lui: probabilmente siete riusciti a leggere comprendendo ancora meglio la situazione. Ma uno dei grandi pregi del testo è quello di non ridurre Christopher ad uno stereotipo ma, anzi, mostrarcelo così chiaramente nella sua interezza da farci finire col pensare che noi lo consciamo sul serio; come se fosse il nostro vicino di casa un pò strano, quello che si muove in modo diverso ma che comunque è un tipo innocuo.
Conosciamo anche il padre, ultimo genitore rimastogli e al quale io non credo sia possibile non voler bene; personalmente ho provato una profonda compassione per il suo desiderio di essere un buon genitore per il figlio, curandolo al massimo delle sue possibilità e cercando di comprenderne il mondo limitato e vasto insieme. Cercare di dimostrare la vastità del proprio amore di padre limitandosi a quei pochi gesti che Christopher accetta. Fra i tanti personaggi di libri che ho conosciuto, lui rimane uno dei miei preferiti; uno di quelli che se li incontrassi nella realtà a base di carbonio e non di cellulosa, vorrei abbracciare.
Trattandosi di un giallo, non verranno fatti spoiler, perciò non posso spingermi troppo oltre scrivendo di quel che avviene o su chi lo vive.
Mi limiterò a dire questo:
- si, secondo me è un libro adatto ad un giovane umano dai dodici anni in su, ma considerate che ci sono momenti molto toccanti ed emotivamente impegnativi
- si, se lo leggeste prima voi adulti sarebbe meglio, non ve ne pentireste
- si, pure io come diverse riviste lo metto nel mio personale elenco di libri da leggere prima di morire
- si, io in quell'elenco ci metterei pure a Memorie di un'ereditiera di Paris Hilton
- si, se siete genitori vi commuoverà in modo speciale
- si, se siete figli vi aiuterà a capire quanto amore possano avere per voi i vostri genitori
- no, il finale non ve lo aspettereste mai.
E' un testo ricco, scritto in modo da aiutarci ad immaginare come possa essere la visione di tempo e spazio per chi ha la sindrome di Asperger- beh, almeno per quanto possibile- e lo stile senza fronzoli, diretto, implacabile che narra l'avanzare delle indagini per bocca di Christopher punta più a farci ragionare con la sua mente, che a metterci addosso una vera e propria tensione.
Personalmente lo farei leggere nelle scuole e non solo per la tematica legata all'iclusività: c'è tutto, dai legami famigliari alla matematica, dai rapporti di buon vicinato ai topi.
Non aggiungo altro: la scelta di prenderlo dovrebbe essere elementare (Watson)!


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