L'ETICA DI STAR TREK di JUDITH BARAD
L'ETICA DI STAR TREK
di
JUDITH BARAD
Ovvero
Come scoprii che il Capitano Kirk era un aristotelico
Ehi, queste sono solo le mie considerazioni in merito al libro:
nulla a favore o contro di chi lo ha scritto!
Arriva un momento nella vita di una persona in cui il passato reclama i suoi diritti e pretende la nostra attenzione. Film, libri, momenti, canzoni conosciuti anni ed anni prima improvvisamente ci tornano alla memoria e ci prende il desiderio di riavvicinarli con lo stesso entusiasmo della prima volta.
Sappiamo tutti che non abbiamo garanzia che superino la prova del tempo: alcune di quelle cose tanto amate sono invecchiate male o perchè il nostro occhio ormai vissuto ne vede la mediocrità o perchè siamo invecchiati noi. Io è sempre con timore che mi riaccosto agli elementi del passato; anche con la Serie Classica di Star Trek mi è successo, ma posso dire con gioia che non solo abbia superato gli anni brillantemente ma che addirittura mi si sia rivelata in tutto il suo splendore.
Uno splendore che da bambina, per ovvie ragioni non potevo apprezzare: all'epoca mi affascinavano Spock e i pianeti che visitavano, luoghi immaginari dove anche io potevo ambientare le mie storie di fantasria, stop. Ma adesso che finalmente l'età della ragione è arrivata, guardare quegli episodi si è rivelato un piacere infinitamente più completo: non più solo la fantasia, ora anche mente e coscienza seguivano attentamente le puntate, coinvolte dai dubbi che di volta in volta Kirk, Spock e Mccoy devono affrontare.
Insomma, la curiosità mi porta a cercare nuove informazioni sulla serie così, in un benedetto giorno di agosto, vengo a scoprire della professoressa universitaria americana che tiene un corso di etica basato su Star Trek e mentre sono li che penso a quanto sia figa come cose, scopro che da quelle lezione ha tratto un libro. L'ho immediatamente prenotato in biblioteca e si è rivelato una delle migliori letture del 2024.
Detta insegnante si chiama Judith Barad ed ha un duplice intento: quello di spiegare le principali scuole di pensiero filosofico e capire a quali facciano riferimento le singole stagioni ed i personaggi principali.
Ci riesce? Io dico di si.
Spesso viene suggerito La storia di Sofia per aiutare nella comprensione dei maggiori pensatori umani, ma secondo me L'etica di Star Trek funziona meglio. Certo, presenta il vincolo di aver almeno una vaga idea di cosa tratti la serie fantascientifica, però non credo costituisca poi un grosso problema visto che l'autrice descrive bene scene e situazioni: io al momento non ho visto altro che le tre stagioni della Serie Classica eppure, malgrado non abbia presenti le facce di Worf, Adira ecc. ho capito quel che scriveva.
Pagina dopo pagina mi ha aiutata a capire meglio gli episodi, la loro profondità e quanto sia utile riflettere sulle medesime questioni per vivere da esseri umani e non da bruti. Si, ad ogni riga aumentava il mio rispetto per Gene Roddenberry e il suo lavoro, come pure l'ammirazione per la bravura della Barad come docente.
Alla fine del libro la studiosa mantiene quanto inizialmente si era proposta di fare, assegnando a ciascuna serie e personaggio la sua filosofia; io non sono così ferrata da poter dire si ci abbia azzeccato o meno e lei è davvero persuasiva, ma sarei curiosa di sapere cosa ne pensi qualcuno che Filosofia la conosca sul serio.
Si può reinnamorarsi? Si può rinverdire un amore dimenticato? Si può, in ultimo, ricongiungerci con ciò che la nostra giovinezza amava e riabbracciarlo, guadagnandoci in piacere e conoscenza?
Se è vera Arte, si.
Quindi grazie Roddenberry, grazie Barad: anche nello Spazio l'ultima frontiera è l'amore.
Ps: quanto dobbiamo essere grati ha chi ha avuto l'idea di unire LA serie di fantascienza per eccellenza con Platone e soci?!


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