LA MELANCONIA DEL VAMPIRO di VITO TETI
LA MELANCONIA DEL VAMPIRO
di
VITO TETI
Ehi, queste sono solo le mie impressioni:
nulla a favore o contro chi lo ha scritto!
Tutti noi sappiamo quanto i Principi della Notte siano presenti in libri, fumetti, film, serie tv, post, reel, parodie ecc. e ci siamo tutti accorti che questa presenza rimanga affascinante in modo costante pure quando non è in àuge.
Che si sia stati giovani quando Kinski prestava il volto al vampiro più famoso del globo terracqueo, che come me abbiate fatto merenda mentre Buffy polverizzava non- morti (o ci flirtava), oppure che abbiate sospirato su immortali che vanno al liceo (?!) poco importa: è ora di saperne di più!
Ma perchè? Non basta sapere che per ucciderli bisogna piantare un paletto di frassino nel loro petto?
Eh no, a meno che voi non vi troviate davanti un vampiro uscito dalla penna di uno scrittore vissuto dall'epoca del Romanticismo in poi; perchè se quello che vi sta aggredendo è un revanant originale non ve la caverete tanto facilmente! Potreste ritrovarvi a cercare di trovargli le scarpe che ha perso quando ancora respirava e magari pretenderà pure che tiriate fuori quel buon vinello rosso che vostro zio vi aveva portato. Certo, queste non sono certamente le cose che ci aspetteremmo di dover fare in quei frangenti eppure, come l'autore del volume in questione spiega bene, in passato accadeva spesso.
Soprattutto perchè pare che fosse più facile morire e risvegliarsi vampiri, che godersi il riposo eterno.
La melanconia del vampiro ripercorre una Storia che non è più esclusivamente dell'Uomo, ma anche del Vampiro. La nostra specie ha dato origine alla loro usando elementi che conosceva molto bene, quali la fame, il senso di perdita, l'innegabile desiderio di vita e l'antropologo Teti si impegna a fondo per convincerci che abbiamo molto da imparare su noi stessi, leggendo di loro.
Il libro affronta l'argomento tenendo conto che l'inevitabile punto di partenza siano le tradizioni popolari di greci, slavi, russi coi loro ambigui strigoi divoratori di sudari mortuari ed i sudori freddi che facevano venire a chi si trovava per strada a mezzogiorno, per proseguire seguendo una scia di sangue che arriva ad Hoffman, Byron, Polidori ed altri autori Romantici per nulla convinti che l'Uomo potesse risolversi esclusivamente in ciò che è tangibile e razionale. Viene messo in luce quanto sia paradossale che proprio mentre l'Europa centrale viveva il fenomeno dell'Illuminismo, all'est dello stesso continente dilagasse una epidemia di vampirismo senza precendenti, che obbligò persino Papa Benedetto XVI ad intervenire per tranquillizzare i Vescovi di quelle Nazioni.
Forse il punto di forza di questo libro è proprio il fatto che tratti di Storia, ma da un punto di vista che difficilmente viene riportato. Eppure, documentandoli minuziosamente, quei giorni tornano a rivivere (sic!) e noi possiamo provare ad immaginare cosa debba aver significato trascorrere le proprie giornate con la convinzione che da un momento con l'altro qualcuno potrebbe voler prendersi il mio sangue.
Se davvero il tratto melanconico del Vampiro è una proiezione di gente che all'epoca aveva fame di cibo nutriente, oggi ha fame di senso, allora io devo almeno tentare di vincere la mia repulsione verso quella cosa che si erge grottesca sulla propria tomba e cercare di abbracciarla come fosse una sorella. Qualcuno che potrebbe avere qualcosa da darmi.
Tantissimi i rimandi alle opere che hanno contribuito a plasmare la figura del redivivo che oggi conosciamo, decine e decine i libri citati come fonti utili per capire cosa leghi i vampiri all'acqua e perchè un cavallo sappia sotto quale tomba fingano di riposare. Il folklore è sempre interessante, dal mio punto di vista andrebbe diffusa l'idea che conoscerlo sia necessario: perchè non riscoprirlo approfittando delle vaste conoscenze di Teti?
Insomma, libro consigliato sia per gli appasionati del genere che stanno aspettando gennaio 2025 per godersi il Nosferatu di Eggers, sia per chi proprio non ci penserebbe neanche ad iniziare a leggere qualche cosa che tratta dei freddi coi denti lunghi.
Magari iniziatelo a mezzogiorno: i nosferatu apprezzeranno l'omaggio.


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