LA MALEDIZIONE DELLA TORRE di JAMES DASHNER


 LA MALEDIZIONE DELLA TORRE

di

JAMES DASHNER

 

Ehi, queste sono le mie opinioni in merito al libro:

 nulla a favore o contro chi lo ha scritto!

 

 

Questo volume l'ho trovato consigliato sotto forma di bigliettino nella "scatola dei suggerimenti" appoggiata al bancone dove lavorano le mie bibliotecarie di riferimento.

Ho colto al balzo l'occasione e me lo sono letta: ora posso dire che sia stata un'indicazione quanto mai felice!

La trama ci presenta immediatamente  David Player, protagonista nonchè padre di famiglia vedovo da anni, che prende su i numerosi figli e li porta dai nonni per passare tutti insieme le classiche vacanze in famiglia, godendosi lo sfondo romantico fornito dai panorami acquitrinosi del South Carolina.

Disgraziatamente per loro le cose andranno un pò diversamente da quanto immaginato  Purtoppo per lui, si troverà a rivivere un periodo della sua adolescenza che gli aveva lasciato addosso traumi su traumi.  All'epoca li aveva sotterrati in un angolo del cervello nel tentativo di mantenere un barlume di sanità mentale, ma ciò che avviene mentre sono in visita dai parenti li scatena e ora sembrano decisi a prendere il sopravvento, guidandolo in posti della sua memoria dove avrebbe volentieri fatto a meno di andare.

Saranno i giorni da incubo che David ed Andrea a guidarli fra sentieri nei boschi,  nel tentativo di contrastare una maledizione che prende di mira i Player e sembra allungare i suoi orrendi tentatoli fra gli abitanti di un paesino altrimenti pacifico. 

Temi principali del lavoro di Dashener sono i legami famigliari e amicali ma soprattutto le responsabilità interamente sulle spalle di un padre vedovo che deve fare i conti con una realtà che cerca in tutte le maniere di prendersi suo figlio.

Personalmente ho molto apprezzato la scelta di un papà per protagonista: in quanti libri troviamo la mamma che eroicamente si erge in difesa della prole? Ecco, una variazione sul tema che tra l'altro mette allo scoperto le paure di un uomo e l'amore incondizionato verso il frutto dei suoi lombi, ci voleva proprio.

Se David ed Andrea sono ben descritti, gli altri personaggi risultano un pò meno dettagliati rimanendo sulla superficie (addirittura si scopre solo molto avanti nel romanzo che David avrebbe diversi tra fratelli e sorelle e che una abita ad un tiro di schioppo dai genitori- possibile che quando il delirio è iniziato, questa non si sia mai fatta viva?) delle loro vite e personalità. 

Altro elemento ben descritto è la natura marcescente delle paludi, ambientazione ideale che contribuisce notevolmente a creare un'atmosfera opprimente, chiaro rimando alla putredine delle anime (o le menti? In certi momenti mi sono chiesta se in realtà non fosse tutta colpa di un DNA bacato) colpite dal maleficio.

In linea di massima il ritmo resta ben teso senza mai venire allentato da spiegoni. L'autore ci fa seguire due linee temporali: quella di quando era un sedicenne e quella di lui quarantenne, così pian piano veniamo a sapere tutto senza ammazzarci con lunghi dialoghi tipo:

- Ah ma a che cosa ti riferisci?

- Ma come, non ricordi?

- No, io all'epoca esercitavo nel circo Togni.

- Perciò non eri qui quando avvennero quei fatti...

- No, parlamene

- D'accordo, ti racconterò tutto

 a attaccano con venti righe di narrazione random.

Grazie Dashner: ci fai arrivare alle battute finali con la voglia di sapere come accidenti si spiegheranno quelle bestialità! Una gran bella galoppata fino alle ultime righe. Bravo.

Ah a dipanare le linee temporali è sempre il nostro David...ma settantenne! Scrivendo con lo sguardo volto al passato, fornisce anche a noi una visione chiara delle sue esperienze, pur lasciandoci gli inevitabili vuoti interrogativi che nemmeno lui aveva saputo colmare. Questo punto ammetto che mi abbia fatta storcere il naso: ho avuto l'impressione che abbia sorvolato su parecchi elementi importanti sfruttando la decisione del suo protagonista di non volerne sapere più niente, ma è un mio parere personale. Secondo me ci starebbe un secondo libro che indagasse le origini della storia, perchè no? Potrebbe essere un'idea intrigante.

Direi che qualche buchino di trama a parte, non sia per niente male e che possa venire letto dai quattordici anni in poi, non prima: ci sono un paio di momenti particolarmente truculenti che potrebbero impressionare i più giovani- un paio di parolacce qua e là dove si rende necessario, niente scene di sesso 

(è un romanzo piuttosto "pulito" in  quel senso).

Si, confermo: dai quattordici sarebbe perfetto. 

Da adulta mi vien da pensare che vada bene per affrontare l'inizio di Ottobre, il gran Mese della Paura, ed ecco perchè questo è il primo che recensisco e pubblico proprio in questa data: cercherò di trovare un libro orrorifico a settimana (magari pure di più, se mi riesce) per omaggiare alla grande questi trentuno giorni gloriosi!

Buon Ottobre!




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