LA CASA DELLE VACANZE di CLIVE BARKER


 LA CASA DELLE VACANZE

di 

CLIVE BARKER

Ovvero 

Quella volta che me la sono fatta sotto


Ehi, queste sono le mie opinioni in merito al libro,
nulla a favore o contro chi lo ha scritto!


All'epoca avevo più tempo libero, che spesso investivo trascorrendo ore fra gli scaffali della biblioteca molto ben fornita del paese dove andavo a scuola ed è stato proprio durante uno di quei lenti giri silenziosi, che il titolo di questo libro mi ha incuriosita e la trama accennata ingolosita abbastanza da prenderlo.
Mi dicevo che sembrava intrigante ma comunque breve, perciò nulla di impegnativo. Insomma: l'avevo pure trovato nella sezione delle letture per bambini e ragazzi, mentre io mangiavo pane e Stephen King: no problem, baby.

E invece. 
Porco giuda. 

Oh io non ricordo il numero preciso di pagine, ma è proprio un libretto simile a quelli della serie azzurra del Battello a Vapore (quanto l'ho amatata!!!),  ma se la capacità di suscitare spavento potesse venire condensata in un proiettile, la portata di quelle duecento pagine sarebbe devastante! Un missile terra- aria diretto alla nostra amigdala per farla esplodere.

Non cederò alla tentazione dello spoiler, assolutamente: farlo con un libro horror è peccato mortale, per quanto mi riguarda. 
 
Mi limiterò a dire che, per certi aspetti, mi ha ricordato Pinocchio ma non l'intero romanzo di Collodi, solo la parte di quando il burattino disgraziato se ne scappa con Lucignolo nel Paese dei Balocchi; pure qui il giovane protagonista sembrerà venire salvato dal tedio e dai doveri da qualcuno che gli promette sole e gioia costanti- non credo di levare la sorpresa a qualcuno se aggiungo che chiaramente le cose andranno diversamente. 
Se Pinocchio è l'incarnazione dell'egoista briccone, della giovinezza così egocentrica da rivelarsi crudele verso chi ci ama, La casa delle vacanze è la rappresentazione perfetta di cosa ci potrebbe succedere quando ci fidiamo di chi appare troppo buono, troppo pronto ad avverare i nostri sogni. Praticamente una lezione di vita.
Ah! Forse è per questo che viene considerata un racconto per bambini: meglio crescerli pronti alla guerra della vita da maggiorenni.

Si, è segnato come una favola oscura per bambini ed grandi, però io suggerirei di aspettare a darla ad un umano molto piccolo: magari prima se lo legga l'adulto, così potrà valutare la situazione, perchè è davvero impressionante.

Faccio presente che è scritto benissimo e che la storia viene narrata in maniera magistrale, sostenendo un ritmo tanto incalzante che il libro praticamente ti salta negli occhi per arrivarti prima al cervello. Ricordo che distaccarmene risultava doloroso: non potevo non sapere cosa sarebbe successo, se la situazione fosse realmente tanto drammatica e se qualcuno si sarebbe salvato. 

Ho provato sinceramente paura ed ero una giovane adulta, non una bimbetta. Perciò se volete leggere qualcosa di veramente adatto per il mese della Paura, questo è quello che fa per voi. 

In seguito ho testato altri lavori di Barker, ma non tutti mi han convinta: in certi casi li ho trovati inutilmente blasfemi ed ho interrotto la lettura. Ma altri ancora mi han fatta trascorrere ore incredibili, interrompendomi di tanto in tanto per pensare: "Ma che accidenti di fantasia ha quest'uomo?!". 

Si, perché il grande dono di Barker è quello di possedere un'immaginazione sterminata, nella quale sa come farci entrare per darci l'esperienza più totalizzante e completa possibile, mentre ci allontana piano piano dalla realtà attorno a noi, isolandoci. 
Barker di isole ne conosce parecchie (questo sarebbe un rozzo occhiolino per chi abbia già letto quella assurda, totale, perfetta opera d'arte che è Abarat).

Leggete Barker: lasciatevi terrorizzare da chi sa farlo davvero bene. 
 
Ps: per qualche ragione io associo questo libro ad un altro che amo pazzamente, cioè L'estate incantata di Bradbury. Sono decisamente agli antipodi, ma sospetto sia il fatto che entrambi abbiano per protagonisti dei ragazzini che vivono avventure incredibili in un preciso lasso di tempo. 

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