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 PICCOLE DONNE 

di 

Louisa May Alcott

Ovvero

Anche io mi sento una March


 

Queste sono le mie opinioni in merito al libro,

nulla contro (od a favore) di chi lo ha scritto!

 

 Tutti quanti abbiamo almeno un libro che per noi è IL libro. Ecco, per me quel libro è Piccole donne.

Non è il primissimo che abbia letto- quel privilegio è toccato ad una raccolta di favole- però è quello che per primo ho amato, sfogliandolo all'infinito e se devo dirla tutta sto scrivendone perchè sento nei suoi riguardi un debito enorme.  

La trama si conosce: con la Guerra di secessione americana sullo sfondo, le donne della famiglia March si trovano senza il capofamiglia (Robert) andato a prestare servizio come Cappellano nell'esercito; la madre (Margaret) e le figlie maggiori (Meg di 16 anni e Jo di 15) lavorano per sostentare la famiglia, Beth (13) ed Amy (12) ancora troppo piccole per fare lo stesso, studiano.

Ciascuna di loro da una mano in casa e tentano di farsi coraggio a vicenda per non lasciarsi andare alla nostalgia per il padre o alle preoccupazioni causate dalla situazione economica tutt'altro che rosea; fin dalle prime pagine è evidente che il legame fra sorelle tanto diverse fra loro è quasi un altro protagonista, un protagonista davvero importante.

Delle brave ragazze, insomma, con genitori che danno il buon esempio per primi. Fra i due chiaramente è la madre ad emergere; sola, col marito lontano e costantemente in pensiero all'idea che giungano tristi notizie, potremmo definirla la colonna portante del nucleo famigliare. Una donna che dimostra di possedere una mente intelligente abituata a ragionare e dare suggerimenti alla prole che sprona continuamente alla carità verso il prossimo, all'indipendenza, al perdono ed al costante miglioramento personale. 

Si aggiunga che si impegna per non mostrarsi mai incupita o spaventata dalle prove che sta vivendo e si capirà quanto la sua tempra coraggiosa possa essere d'esempio non solo per le figlie ma pure per noi.

In effetti la grande caratteristica della matriarca è quella di avere una linea educativa che favorisce lo sviluppo della capacità di pensiero e del sapersi assumere responsabilià. In accordo col marito desidera crescere figlie capaci, forti e con la giusta dose di timor di Dio. Non è una mamma chioccia: è una mamma aquila! 

Avanzando fra pagine che raccontano le giornate delle ragazze si può dire che i signori March riescano nel loro intento: tutte hanno un carattere ben definito che le porta a scontrarsi sia con la realtà che ad azzuffarsi fra di loro. Siamo ben distanti dagli stucchevoli personaggi dei romanzi di formazione dell'epoca: qua abbiamo giovani donne che oggi defineremmo adolescenti e preadolescenti occupate a misurarsi con la vita, a guardarsi dentro per conoscere di sè stesse pure le parti che non vorrebbero mai ammettere di avere. 

Sono personaggi a tutto tondo che si arriva ad amare o detestare sinceramente- io non non hai potuto soffrire Amy, per dire- grazie all'indubbia capacità dell'autrice di saper descrivere i momenti toccanti riuscendo sul serio a colpire il lettore.

I pianti che ho fatto con 'sto libro...mamma mia. Persino ora che ne sto solo ricordando i passaggi mi commuovo.

Ah, giusto per scrupolo: noi in Europa abbiamo la storia della famigliola divisa in quattro libri, in America è sempre stato un volume unico. 

Un volume unico la cui efficacia vale quanto quella di un'intera enciclopedia: questo libro ha ispirato altri libri che ne hanno parlato, altri che lo hanno omaggiato con citazioni o quasi scoppiazzature, libri che cercavano di riprendere la storia ammodernandola, film, altri film, per non parlare di quante persone nella vita reale abbia ispirato nel corso dei secoli.

Ricordo ancora quando, leggendo uno dei fantsiosi libri di Bodecker trovai uno dei suoi personaggi che, incontrandosi con Amy, le rispondeva male perchè (vado a memoria)

  ...anche lei, come tutti i bambini del mondo, non le aveva mai perdonata per aver sposato Teddy!

Dimostrando così che parecchi lettori si erano trovati d'accordo su quel punto.

Già solo questo dovrebbe farci venire la voglia di prenotarlo in biblioteca ma per qualcuno potrebbe non essere sufficiente. Perciò perchè andrebbe letto un libro che tanto ha contrariato Erica Jong?

Beh per le stesse ragioni che hanno portato la famosa newyorkese a risentirsi: nel romanzo di formazione della Alcott non ci sono ragazzine che smaniano per venire spulzellate, la loro madre non si consola per la lontananza dal marito con lunghi bagni sospetti e nessuna di loro in generale accetta di concedersi alla rabbia verso chissacchì per incolparlo della durezza della vita che conducono. Per non parlare del fatto che non se la prendono costantemente con gli uomini, dal momento che si accorgono che pure per chi ha in corpo il testosterone è dura.

Credo che il romanzo sia tanto universalmente amato perchè quello che trasmettono è soprattutto un messaggio di speranza attraverso le avversità, senza ridurre tutto a qualcosa di stucchevole. Nessuna di loro è gravata dal peso della perfezione.

Ci si rispecchia nelle misere vanità di Amy (niente, non la reggo): chi di noi non ha cercato di modificare una parte del corpo strizzandosi in mutande modellanti o mettendosi le imbottiture al reggiseno? Ecco, lei si pinzava il naso con una molletta nella speranza di assottigliarlo, rendendo impossibile non immedesimarsi. 

Meg, la maggiore, per qualche giorno soggiornerà a casa di amici facoltosi e vivrà l'ebrezza della vita ricca, frivola, facile adattandovici in un battibaleno: sarà Laurie (Teddy) a farglielo notare e lei, ammettendone la realtà, smetterà le piume di pavone per tornare ad essere la Meg di sempre. Sensata, in gamba, un punto di riferimento per tutti. Chi non ha avuto momenti nei quali ha assunto atteggiamenti lontani dal proprio carattere nel tentativo di imitare personalità più brillanti?

Probabilmente solo Beth è senza peccato, visto il carattere servizievole e dolce, eppure soffre di una timidezza invalidante; non dice quello che prova, non vuole mostrare il dispiacere che le deriva dal non poter suonare un pianoforte. Sono l'attenzione costante delle sue famigliari e degli amici stretti a permettere loro di capire almeno in parte i suoi moti d'animo. Ora, ditemi voi se non è il ritratto di tantissimi adolescenti che paiono l'incarnazione della scimmietta con le mani unite a serrarle la bocca che non parlano mai ma osservano tutto.

E poi c'è Jo.

Jo, la protagonista indiscussa sempre in discussione con sè stessa e la realtà.

Si può dire tutto e il contrario di tutto di lei, pure le peggio cose ma la descrizione più calzante proviene dalla bocca di Beth:


...tu sei il gabbiano, Jo, forte e selvaggio, a tuo agio nel vento e nella tempesta,

e voli al largo, felice, e tutta sola...


Di tutte loro è quella che nell'età dell'infanzia aveva dato più grattacapi ai genitori; si caratterizza per l'essere quella impetuosa della famiglia, quella che poi deve tornare sui passi mossi avventatamente, ma anche l'unica a compiere gesti veramente grandiosi.

Jo somiglia davvero ad un gabbiano: ma quante prove di volo ha dovuto fare prima di trovare la corrente giusta per innalzarsi fra le nuvole! 

Se le sorelle trovano rapidamente la strada per la serenità in unioni matrimoniali, lei prima dovrà andarsene per provare la vera indipendenza lontana dalla casa natia, poi abbandonare il grande sogno di diventare una scrittrice, scoprirsi amata e riamare senza romanticismi ma con tutto il cuore, tirare su una scuola col marito, diventare madre di due maschi- chissà come se la sarebbe cavata con una progenie composta da femmine? 

La strada della sua vita è tutt'altro che lineare o simile a quella delle altre ed ecco che, malgrado i secoli di storia che ci separano, o il trascurabile dettaglio che nelle sue vene scorra inchiostro e non sangue, ritroviamo in lei una sorella a noi vicina in quei momenti che ci obbligano al coraggio per camminare lungo sentieri poco battuti, ai momenti di smarrimento nei giorni solitari, ai dubbi che ci assalgono dopo aver preso decisioni che ci conducono lontano da ciò che ci è famigliare. 

Ma Jo non sarebbe diventata Jo senza la famiglia: privata della loro guida il lato più egoista di un carattere dal tratto focoso avrebbe probabilmente prevalso.

Come del resto Meg avrebbe rischiato di diventare una pettegola, Beth una persona rinchiusa in sè stessa senza speranza, Amy una sciocca oca.

Perchè leggere un libro del genere nel 2024, senza sesso, gender fluid, drammi, scene violente?

Beh perchè, grazie a Dio, non esistono solo quelle cose e abbiamo tutti un gran bisogno di starcene con le ragazze in soffitta a raccontarci storie mentre sgranocchiamo dolcetti e sentendoci al sicuro. 

Perchè non tutti o non sempre abbiamo avuto il calore di qualcuno in grado di comprenderci. 

Ma da almeno una delle sorelle March possiamo essere certi che verremmo capiti.

 






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