Vampiri, dove trovarli di Harvey, Adams, Davenport #vampiri #mappavampiri
VAMPIRI, DOVE TROVARLI
di
Harvey, Adams, Davenport
Ehi, non ho nulla contro l'autore e questa sono solo le mie opinioni:
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Lo confesso: ho prenotato questo libro in biblioteca basandomi esclusivamente sulla copertina intrigante.
Quando ero molto più giovane ho sviluppato una passione per il genere gotico, in particolare mi attraeva tutto quello che parlava di vampiri, così posso dire di averne letto parecchio. Impossibile per me pensare di aver esaurito l'argomento, ovvio e del resto è molto probabile che se mettessimo in fila, uno a fianco all'altro, tutti i libri scritti che parlano dei non morti faremmo quattro volte il giro del globo terracqueo.
Da questa considerazione un paio di domande sorgono spontanee: perchè scriverne un altro?
Soprattutto: perchè leggerne un altro?
Cominciamo col dire che questo non è una raccolta di racconti ma la mappa di un viaggio che si snoda per tutti e cinque i continenti, portandoci nelle zone che i vampiri locali infestano. La scusa per muoversi attraverso le rotte proposte viene dall'idea di Mircalla (c'è bisogno di spiegare chi sia?) di far redarre una mappa utile sia agli umani che ai Figli della Notte: i primi potrebbero avvicinarsi a quegli affascinanti nottambuli ed i secondi potrebbero sfamarsene.
Non è geniale?
Ad esplorare e scrivere la guida è un uomo cui lei ha dato il Bacio Nero e che volentieri accetta di imbarcarsi in quella avventura per amore della sua signora. Davvero Carmilla non avrebbe potuto scegliere persona migliore: insieme con utili informazioni ci fornisce pure le sue impressioni su questa o quella abitudine, senza lesinare in spassose osservazioni personali.
Fra le pagine della guida troverete nominati vampiri famosi che di sicuro già conoscevate ma anche di demoni che magari non possiedono tutti i requisiti per dirsi nosferatu pur avendo abitudini alimentari molto simili- pare che la Terra del Sol Levante soffra un'incredibile penuria di non- morti, mentre non riceveremo notizie in merito a quelli che abitano a Forks, America, e dei quali si limita a dire:
"Ho avuto modo di notare che alcuni (...) brillavano al sole con curiosa luminescenza, ma non so esattamente come interpretare questa informazione. Di certo non mi sento di chiamarli vampiri!".
Dai, come si fa non provare simpatia per lui?
Purtoppo deciderà di non passare per Jerusalem's Lot, motivando tale decisione col desiderio di preservare la propria salute mentale e non si può dargli torto.
Per le città della Luisiana però passerà e chi vuol intendere, intenda.
L'idea di far parlare gli stessi vampiri affinchè si presentino e raccontino un pò delle loro abitudini è azzeccata e contribuisce a creare l'atmosfera ideale per leggere quelle pagine: quasi ci si aspetta che quando le si sfoglia escano spire di foschia e riccioli di vapore sospetti.
Gustoso anche che abbiano aggiunto delle ricette tipiche della località che si sta esplorando, declinate in modo che le possano apprezzare pure chi preferisce il sangue alla frittata... diciamo.
Pur con una presentazione volutamente fantastica il libro offre sul serio molte notizie interessanti sui revanant e suggerisce altri libri scritti nel passato da chi ne trattava seriamente, con l'intento di affrontare la questione da un punto di vista scientifico. Volendo se ne può approfittare per ampliare il proprio bagaglio culturale scoprendo cose nuove.
Insomma, in conclusione è un testo valido che mi sento di suggerire un pò a tutti e un pò in qualsiasi stagione: sia che siate con i piedi in ammollo a bordo piscina, sia che stiate sbucciando le castagne potrete gustarvelo. Non è eccessivamente lungo, ha parecchie illustrazioni a carboncino e vi farà venire voglia di non mangiare mai più aglio in vita vostra.
Beh a ben vedere potreste regalarlo a qualche amico col fiato pesante!


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