PSICOLOGIA DELLA PAURA di Anna Oliverio Ferraris #psicologialibro #psicologiapaura #annaferraris #pauralibro #recensionepaura


 PSICOLOGIA DELLA PAURA

di 

Anna Oliverio Ferraris

 

Questa è solo la mia opinione:

 nulla contro od a favore di chi ha scritto il libro

 

Al di la della copertina che mi ha immediatamente incuriosita è stato l'argomento trattato ad interessarmi: chi di noi non si è mai sentito attratto da ciò che produce spavento? 

 

Breve elenco di paure che mi vengono in mente così, senza rifletterci:

film dell'orrore,

racconti gotici,

lo splatter,

la matematica,

arrampicarsi su per grandi altezze, 

approcciare un gatto sconosciuto,

passeggiare al crepuscolo, 

stare da soli in casa di notte, 

le cavallette, 

preparararsi per un esame, 

la consapevolezza di non aver voglia di prepararsi per un esame, 

arrivare tardi ad una riunione, 

sentire strani rumori alle nostre spalle mentre siamo davanti allo specchio del bagno, 

salire sulla ruota panoramica, 

nuotare in acque libere, 

trovarsi un cinghiale davanti, 

trovarsi un orso dietro, 

il dominio della macchina sull'Uomo,

guidare a Brescia città, 

gli scioperi aerei durante le vacanze, 

i pantaloni "diventati stretti", 

un proprio caro di ritorno dall'ospedale con brutte notizie, 

la frizione della macchina che ti molla mentre sei per strada, 

il terremoto, 

una telefonata a notte fonda, 

la strega di Biancaneve,

aspettare il bus al buio,

il chip sottocutaneo,

la clonazione della carta, 

il kayak che si ribalta, 

quello che ti piace visto in compagnia di un'altra. 


La paura è sicuramente lo spettro che si aggira per il mondo moderno mostrandosi in diversa guisa a seconda delle occasioni: Inadeguatezza, Senso d'Inferiorità, Pandemia, Guerra, Talk Show, Rincari ecc.

Ma sappiamo tutti che prima di essere una realtà esterna essa alberga dentro di noi con lo scopo di aiutarci a sopravvivere, perchè una vita senza senso del pericolo si estinguerebbe entro i quindici anni. Quindi prima di tutto un sincero grazie alla paura: non sarei arrivata a quarant'anni senza di te.

In effetti se vado indietro con la memoria mi torna in mente che allo scadere dei ventinove anni ero sorpresa di essere sul punto di entrare nei trenta, tanto era la convinzione che la mia sbadataggine mi avrebbe fatta finire sotto a un camion o mangiare cicuta al posto della valeriana. La cosa mi sorprese così tanto da decidere di andare a tatuarmi la cifra "30" sull'avambraccio.

Può sembrare un'esagerazione ma se proviamo a concentrarci un attimo su quante cose potrebbero andare storte in una qualsiasi giornata, una di quelle qualsiasi senza momenti adrenalinici o di reale pericolo, allora ci accorgiamo che sul serio dovremmo festeggiare ogni sera ed ogni mattina per essere arrivate vive nel letto ed esserne uscite sempre respirando!

Ecco, secondo me, la gioia quotidiana passa anche da questo tipo di considerazioni: forse non abbiamo vinto all'enalotto però siamo vivi e senza sfighe insuperabili.

La Dottoressa Ferraris approfondisce questo punto usandolo come partenza per allargarsi alla Storia della Paura all'interno di un libro con meno di duecento pagine- un'infarinatura utile per indirizzarci verso tomi più poderosi (molto utile la bibliografia) - offrendoci un ventaglio di paure e relative origini interiori senza scadere nel già detto o, nel nostro caso, nel già letto. 

Non ci vengono proposte soluzioni, trucchi per vincere le nostre personali ansie perchè non è un manuale di auto aiuto, perciò suggerirei di approcciarsi a questo libro se si intende ampliare la propria visione dell'argomento; in questo caso credo sia molto valido. 

Personalmente penso che saperne di più sia importante per farci comprendere meglio la realtà che ci circonda e quanto possiamo venire manipolati da un'emozione, sia per saperla gestire che per poterla finalmente apprezzare. 

O ammettere di provare più spesso di quello che immaginiamo, magari camuffata dal bisogno di trionfare o da fobie apparentemente illogiche. Prendere consapevolezza è un'epifania ed un punto di partenza che rivoluziona la vita. 

Il capitolo finale è dedicato alla Morte la grande paura, orgine ed alimento delle altre.

L'autrice sorvola la Storia europea dai Greci ai giorni nostri, passando per il Medioevo e qui devo dire che un paio di passaggi non mi hanno convinta del tutto. 

Mi riferisco al suo ridurre la religiosità vissuta nel modo tipico di quel periodo storico come un insieme di superstizioni, senza prendere in considerazione la possibiltà che si trattasse di Fede; chiaramente da un libro che affronta la paura dalla prospettiva psicologica non mi aspetterei mai adesioni ad una qualsiasi forma di credenza, però la mia impressione è che abbia fatto di tutta l'erba un fascio. Ogni rito, tradizione, usanza avrebbero come unico scopo quello di allontanare ansie e sensi di colpa, tutto qua. 

Se il Cristianesimo viene banalizzato in questa maniera, lo Sciamanesimo non se la passa certamente meglio, anzi! Gli sciamani diventano solo figure sullo sfondo, palliativi primitivi allo psicologo.

Ah, ovviamente nessuna figura diabolica è realmente esistente dal momento che si tratta solo delle proiezioni di disagi mentali.

Nemmeno le brevi incursioni nell'epica greca mi han convinta: contrappone Achille ad Ulisse mostrando il secondo come l'incarnazione dell'evoluzione del concetto di coraggio nel pensiero ellenico. Però chiunque abbia letto le grandi opere omeriche sa che non fossero in opposizione ma l'emblema di due diversi archetipi: guerriero perfetto pieno di passione il Pelide, saggio e spietato il Re di Itaca.

Tra l'altro associa il Rinascimento alla nascita dell'idea di immortalità su questa terra data dalla gloria personale, mentre sappiamo che già in Grecia questa idea la faceva da padrona: proprio l'Achille già nominato è protagonista di una scelta che lo porterà a dover decidere tra una vita lunga ed anonima o una breve ma ricca di onori e gloria che avrebbe riecheggiato per sempre. 

Eh e lui sceglie la seconda. Perciò è evidente che gli uomini rinascimentali non avessero inventato proprio nulla di nuovo; al massimo vi ci sono ispirati come per altre cose. Tutto qua.

Comunque al di la dei punti sopra elencati, le altre pagine mi hanno presa parecchio e posso dire di averlo letto con piacere ed interesse. La scrittura è scorrevole e comprensibile pure da chi non ha una laurea in psicologia.

Forse non è adatto a venire sfogliato sotto l'ombrellone, però ora che l'estate sta per cedere il passo all'autunno potrebbe essere una lettura in linea col clima stagionale.

Halloween è alle porte.

 




Commenti

Post più popolari