Una ragazza senza ricordi, di Fraces Hardinge #librorecensione #libriperragazzi #ottimascelta

 


Una ragazza senza ricordi

di

Frances Hardinge

Ovvero

Son forse io la custode di mia sorella?


Ehi, questa è semplicemente la mia opinione in merito al libro, non all'autore.

Se non sei d'accordo o ci tieni a dire la tua, scrivilo nei commenti!

 

 

Grazie al suggerimento di una bibliotecaria veramente in gamba, ho prenotato questo romanzo in biblioteca e l'ho letto, tutto d'un fiato. Sono seria: in due giorni lo avevo terminato. Certo, non è lunghissimo ma se l'ho completato tanto alla svelta è solo merito dell'autrice che qui ce l'ha davvero messa tutta per riuscire a trasmetterci la sensazione di confusione che la protagonista si trova a vivere.

Niente spoiler chiaramente, vi basti sapere che la protagonista è poco più che una bambina, che ha due genitori estremamente amorevoli, un fratello morto durante la Grande Guerra e una sorellina con la capacità di odiare con tutte le proprie forze. Le potenze occulte cui la copertina allude ci sono e desiderano solo compiacere i desideri di chi si rivolge a loro.

E come noi ben sappiamo quando gli dei vogliono punirti, esaudiscono i tuoi desideri.

Se avete già letto qualche libro dell'autrice probabilmente vi sarete accorti che quello dell'odio con le sue conseguenze è un tema a lei caro- chissà come mai, un passato difficile, una particolare sensibilità? Sono sinceramente curiosa. Fatto sta che anche questa volta mi sono trovata a riflettere su quanto avevo letto e questo è un gran bel segnale, secondo me, mentre si legge qualche cosa; pure meglio se si considera che è un libro per ragazzi.  

La Hardinge ha la pregevole qualità di trattare tematiche delicate usando metafore di grande effetto senza risultare eccessiva (avete presente quando si ha la sensazione che ci stiano facendo l'occhietto dalle pagine? Ecco, quello. Che poi a me fa venire da roteare gli occhi al cielo come un husky seccato), nè darti l'impressione di stare sorbendoti una predica moralista. No, lei si limita a narrare storie che raccontano ragioni e conseguenze della rabbia, del dolore e ad accennare a dinamiche psicologiche belle intense in un modo che il pubblico più giovane può capirle senza rimanerne turbato.

Ora non pensate che mi stia riferendo a chissà quali cose, eh? Però lo sappiamo tutti che i ragazzi hanno meno esperienza degli adulti e secondo me, avere un libro come questo che li possa aiutare ad affrontare certe realtà scomode, che magari stanno provando o vivendo pur facendo fatica ad ammetterlo a loro stessi, è una benedizione. 

Magari se avete figli potete valutare di leggerlo prima voi, oppure con loro, perchè no? Potrebbe pure essere una bella occasione per parlarne.

Comunque, tornando al libro: è perfetto per l'ombrellone? Si. Però si può fare di meglio e il meglio per me equivale al gustarselo sul divano di casa, più o meno verso settembre; credo che quello sarebbe mese adatto. Ottobre invece potrebbe risultare inadatto dal momento che si, il genere è cupo, ma non così tanto, ecco, ed il mese di Halloween si merita qualcosa di molto più drammatico- ma di quelli che penso siano i libri perfetti per quel periodo parlerò in un'altra occasione.  

 Oltretutto settembre segna il volgere al termine dell'estate, LA stagione per eccellenza, quella che è il culmine dell'anno ed è anche per questo che lo giudico adatto: la giovane protagonista dal triplice nome (Triss, Non Triss, Tristess) vive dentro di sé le prime avvisaglie dell'autunno. 


ORA INIZIA LA PARTE CON QUALCHE SPOILER


Qui ci sono bambine che si accordano con creature che vivono nell'ombra affinchè si portino via le sorelle odiose, figlie terribili che diventano tali a causa di genitori veramente troppo amorevoli, ragazze sofferenti in sella a motociclette ruggenti che accettano le peggio cose pur di restare coerenti con la vita che si sono scelte. Non vengono prese strade facili nel romanzo e nemmeno ci vengono date soluzioni semplici, no: affrontiamo con i personaggi drammi emotivi ed interrogativi esistenziali mica da ridere.

Se l'odio ed il dolore sono il nutrimento del quale ha vissuto i personaggi, la giovane Triss deve vivere qualcosa di ancora peggio, ovvero passare dall'essere bambina (una brava, adorabile, obbediente bambina) ad una giovane donna e tutti noi sappiamo quanto possa essere sconvolgente il cambiamento. 

Non ci riconoscevamo più, i nostri genitori non sapevano più chi fossimo: iniziando a prendere le prime decisioni in autonomia e facendo le prime bizze che mettevano in discussione la loro autorità su di noi, abbiamo creato una frattura. Qualcosa di simile a quella che fa il germoglio seminato sotto l'asfalto: per evolvere deve rompere la superficie e finalmente, sbocciare. 

Poetico, ma quanta sofferenza! 

Seguendo il cambiamento di Triss, torniamo indietro a quei giorni e abbiamo l'occasione di rivederci un po' in lei, magari guardando con gli occhi di un adulto che finalmente ha capito quanto tutto quel travaglio gli sia stato necessario. 

Se invece a leggere la storia saranno dei preadolescenti beh, credo proprio che si ritroveranno degnamente rappresentati e che tutto il marasma di paura, odio, rancore, spavento infusi nelle pagine darà voce a ciò che hanno dentro e magari contribuira' a schiarir loro le idee. 

È una storia di crescita, una storia di crescita in autunno. 


Leggetelo se vi va, sicuramente qualcosa ne guadagnerete.






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