Fabbricante di Lacrime, Erin Doom #recensione #fabbricantedilacrime
FABBRICANTE DI LACRIME
di
Erin Doom
Ovvero
Quando i tarli ringhiano
Ehi! Questa è solo la mia opinione: se qualcosa non ti convince scrivilo nei commenti e discutiamone (civilmente).
Gli articoli dedicati al romanzo si sprecano, le videorecensioni pure e non parliamo dei km di righe buttate giù in seguito all'uscita del film su Netflix o non si finisce più!
Eppure, nemmeno se una persona decidesse di studiarsi ogni cosa scritta a riguardo, proverebbe la stessa sensazione di tedio che ho percepito mentre portavo a termine la lettura del Fabbricante di Noia: poco più di seicento pagine che valgono per mille.
Il bello è che sono zeppe di ripetizioni e puntini di sospensione... in pratica... è tutta aria fritta... malgrado ciò... gravano su chi legge come un macigno carico di pioggia tagliente crivellata di spine come una rosa nera tempestosa con una supercazzola prenaturata a destra come fosse Antani.
Le ultime duecento poi, mamma mia: giuro che come mi sedevo e attaccavo un paragrafo, saltavo in piedi per allontanarmi da lì con qualsiasi scusa; mi ha ricordato gli amari giorni dell'adolescenza, quando ero obbligata a fare i compiti di matematica. Momenti amari, momenti che la Doom per qualche ragione avrebbe definito "acri".
Ma vediamo di andare al Ciccio del Discorso.
Tutti, pure chi non si è approcciato direttamente all'opera, ormai sanno che la trama è incentrata sul desiderio di due adolescenti orfani di saltarsi addosso per amoreggiare e che gli ostacoli che si frappongono fra loro e la concupiscenza sono:
- lui (Rigel, come la stella) convinto di non poterla amare perché c'ha i traumi
- lei (Nica, come la farfalla) che è poco intelligente (la Doom dice "ingenua") e non capisce subito di esserne innamorata
- vengono presi in prova da una coppia (Anna e Norman, quest'ultimo praticamente inesistente) e se l'adozione dovesse andare in porto, sarebbero fratelli e in Alabama si considera incesto pure la relazione amorosa fra adottivi
Vabbè fin qui nulla di nuovo, dai, classici elementi da romanzetto rosa con sfumature un po' pruriginose.
Chiaramente si formerà uno pseudo triangolo amoroso formato da lui, lei e Lionel- nel ruolo di terzo incomodo narcisista che le salta addosso da ubriaco ma solo per permettere a Rigel di suonargliele, dimostrando di essere un cavaliere senza macchia e senza paura.
OVVIAMENTE Rigel è così bello da far montare a neve gli ormoni di qualsiasi femmina nel raggio di un km, infermiere comprese, ma unicamente per permettergli di ignorarle con disprezzo e mostrare come solo ed esclusivamente Nica sia nel suo cuore.
Ma si, è palese che ci siano una coppia di amiche ultrastereotipate, delle quali una è anche gay così il dazio al mondo LGBTQ è pagato e la protagonista ha due coetanee che le possono girare attorno per farci sapere quanto lei sia speciale, buona, gnocca, ingenua e desiderata da chiunque abbia un briciolo di testosterone e no, no che Nica di questo suo sex-appeal non è consapevole: lei interpreta la maschera del soggetto femminile illibato e col cervello ancora ben chiuso nel cellophane.
Tutta roba già vista e abbastanza innocua, visto il livello di elementare stupidità.
In effetti la parte davvero malsana è presente solo verso la fine, quando i due vanno in diverse facoltà universitarie, hanno una relazione amorosa ufficiale stabile, e conducono una vita verosimile (tutto ciò che è ed avviene prima NON È VEROSIMILE), è lì che la faccenda si fa inquietante.
Malgrado dovrebbero ormai essersi lasciati alle spalle la fase tormentata dell'amore, quella dove Rigel non si permetteva di manifestare i suoi sentimenti per lei e le ringhiava (soffiava, mugolava, rivolgeva con aggressività) contro, la sua rimane una presenza "terrificante".
Infatti minaccia un compagno di corso che ci sta provando con lei, compare alle uscite che Nica dovrebbe fare da sola con i suoi amici, dichiara di volerla sposare per mostrare a tutti che la ragazza è "sempre stata mia, fin dall'inizio". Le nasconde di aver avuto una relazione esclusivamente carnale all'epoca dell'orfanotrofio con Adeline, che ai tempi era la di lei migliore amica e quando Nica gli dice di essere sconvolta dal fatto che non sia stato sincero a riguardo, Rigel risponde che è colpa sua perché è delicata e lui non voleva ferirla.
D'altronde, Nica sa che sarà per sempre "una bambina, una piccola bambina" che fatica a dirgli che si sente trascurata perché crescendo ha si imparato a far valere i propri punti di vista in famiglia, ma non con lui che è sempre così "dominante e maschio". Inoltre le volte dove si leggono frasi che sottolineano quanto lei sia delicata, fragile, tremebonda, dedita al crocerossinaggio selvaggio ed incapace di opporglisi, si contano nell'ordine delle centinaia.
C'è qualcosa di male nello scrivere un racconto per ragazze/donne con un protagonista forte che ama appassionatamente la protagonista e desidera proteggerla, è bello e pure dannato?
No: altrimenti dovremmo censurare tanti di quei libri che forse, forse manco la Austen si salverebbe.
Però c'è davvero molto di male se si romanticizza una situazione malata ammantandola di un'aura appassionata e desiderabile; la scrittrice non offre una chiave di lettura che mostri la situazione per quella che è, ovvero pericolosa e da evitarsi a tutti i costi, no. Chiude il racconto con loro due più ossessionati l'uno dall'altra che mai, lasciando intendere che vivranno felici e contenti per sempre.
Poi non si dica che sono solo i rappresentanti del sesso forte ad immaginare (e volere) le donne deboli e gli uomini protettivi! La Doom è un'adulta, il libro lo ha scritto mentre era nell'età senziente: come ha fatto a non considerarne il pessimo messaggio?
C'è anche altro che mi colpisce e solleva interrogativi: in un'intervista ha dichiarato di aver iniziato a scrivere alla fine del liceo, durante gli anni universitari, facoltà di giurisprudenza. Questo dovrebbe presupporre una certa capacità e competenze linguistiche, quindi come si spiega l'uso incomprensibile della punteggiatura e l'abuso di aggettivi?
Domande probabilmente senza risposta, misteri molto misteriosi, anche se non quanto il successo del "libro".
Di certo sono in molti a non averlo letto e bene così: vi siete salvati, amici! Ma ci sono delle perle fra quelle pagine che sarebbe davvero un peccato se le perdeste perciò qua sotto troverete quelle da me giudicate più eclatanti, che vedrete divise in due grandi gruppi: Occhi e ?.
Le prime sono cose che gli occhi/ pupille (principalmente quelle di Rigel) possono fare secondo la Doom, le seconde raggruppano frasi assurde in modo epico.
È chiaro che nel testo ne potreste trovare altre di meritevoli, ma se vorrete leggerle sarete obbligati a farvi coraggio e pipparvi lo sfarfallio di una farfallena intrisa di delicata gentilezza volta ad ammansire animaletti ed angeli maliardi piegati e piagati da una sofferenza che li fa ringhiare graffiare soffiare mentre dentro i loro cocci rotti si riassemblano per formare un cuore di cristallo come le lacrime del Fabbricante di 'sta ceppa.
OCCHI
...le sue pupille mordaci e ammonitorie...
... Quelle iridi da squalo...
...quegli occhi abissali...
...due muri di diamante privi di qualunque emozione...
... e quegli occhi che facevano rumore...
.... Rigel mantenne gli occhi di lato...
... nei suoi occhi mulinavano uragani silenti...
...le pupille di Miki erano due proiettili voraci...
...un terremoto terrificante strinse a crudo gli occhi di Rigel...
...le sue pupille si ancorarono alle mie come stelle binarie...
...le sue pupille affusolate...
?
...mi sentivo frullare...
... voce acre...
...l'ordine quasi sintetico che c'era in quella camera...
...cambiai pagina con impugnatura nervosa da ragno...
...mi sembrò di sentirlo guardarmi di sottecchi...
...fissai in alternanza le sue iridi...
...quei colori da falena, da insetto negletto....
...era rimasto soppiantato quando lei lo aveva visto...
...e labbra che si muovevano di parole...
..."vero" soffiai con limpidezza...
... ma tornavo di porcellana e di pezza...
...il tarlo ringhiava...
...una piega acre gli attraverso' la bocca...
...ci stavamo assalendo come animali tremebondi...
...il mio respiro divenne erratico...
...aveva un'indole tagliente e un cuore minerale...
Ps: chissà se a qualcuno è venuto in mente di fare un giochino alcoolico che preveda di buttare giù per il gargarozzo uno shottino ogni volta che nel testo compaiono "delicatezza", "gentilezza" ed aggettivi che una persona qualsiasi assocerebbe al comportamento animale?


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