MALEDETTA PRIMA ORA, FILIPPO CACCAMO
MALEDETTA PRIMA ORA
di
FILIPPO CACCAMO
Ovvero
Quello dell'insegnante è uno sporco lavoro, ma qualcuno lo deve pur fare
Ehi, questo sono solo le mie osservazioni in merito al libro:
nulla a favore o contro chi lo ha scritto.
Siete fra quelli convinti che quella dell'insegnamento sia la strada scelta da chi vuole la vita facile, con l'estate libera, lo stipendio assicurato e un Natale della durata di tre settimane?
Cogliete ogni occasione per sfotterli se ne avete uno come amico che si mette a parlare degli ostacoli che deve affrontare ogni giorno con alunni e genitori?
Aderite alla setta i cui adepti potrebbero tutti insegnare, tanto che ci vuole? Ripeti sempre le stesse due cose ogni anno a gente che ti deve ascoltare?
Oppure siete neo docenti sicuri di poter cambiare il corso della vita dei ragazzi cui insegnerete?
Bene, questo libro è per voi. Seguirete i passi di un giovane uomo di nome Marco il cui sogno è poter percorrere quei km che dai corridoi scolastici portano alle menti (ed ai cuori) degli studenti.
Ma, ahimè, proprio come in una favola dovrà affrontare numerose prove per dimostrare di esserne degno, sopportare le angherie di Bidelle feroci e lo Sguardo Paralizzante della Preside. Fino ad arrivare al temuto Boss di Livello Finale: l'Alunno che comunque a lui non gliene frega niente, figlio della terribile Madre che a me non devi chiamare perchè io ho cose più importanti da fare che occuparmi di quello scemo di mio figlio e ora vado dalla Preside.
Le armi del nostro sono lo Scudo di Umorismo e la Spada di Buona Volontà; a ricoprirlo ci pensa l'Armatura Pedagogica che però finirà parecchio ammaccata quasi subito, perchè nulla colpisce duro come la vita (cit. un grande educatore).
Il tempo per arrivare in fondo alla sfida sembra abbondante ma nove mesi passano rapidamente ed uno degli inganni che colpiscono l'Eroe sono una serie di sfortunati accidenti che gli faranno perdere tempo prezioso. Orribili maledizioni scagliate da Gilde Ministeriali lo obbligano a deviazioni dal percorso principale per portare a compimento altri compiti, necessari se vuole riuscire nell'impresa. Perciò eccolo mentre si imbarca in Progetti, Uscite didattiche, Capolavori.
Chiaramente la mente di Marco vacillerà- complice una tanto scarsa quanto malsana alimentazione- e più di una volta rischierà di cadere nelle tentazioni disseminate lungo il percorso ma alla fine otterrà la Corona della Vittoria.
Insieme con la Palma del Martirio, ovvio.
Se Filippo Caccamo aveva l'intenzione di farci capire a tutti cosa muova il cuore di una persona che decide di fregiarsi del titolo di Maestro o Professore per quanto mi riguarda ci è riuscito benissimo. Soprattutto perchè evita di darci dentro con zuccherosità e sproloqui a base di ideali; il protagonista sarà obbligato a rendersi conto di non poter risolvere ogni soluzione nè compiere tutti i cambiamenti che vorrebbe nei suoi ragazzi. Onesto, ammette che per quanto sogni di poter fare la differenza, deve accettare che probabilmente dopo qualche anno i ragazzi con i quali ha trascorso molte ore non si ricorderanno nemmeno la sua faccia, figuriamoci il nome. Se anche la cosa dovesse procurargli un pò di amarezza questa non gli impedirà di proseguire nel suo cammino di insegnante e continuare, anno dopo anno, a dare sè stesso, la sua conoscenza ed il suo tempo a turbe di adolescenti in crescita.
Grazie Prof. Filippo per queste pagine e chissà che un giorno Maledetta prima ora non diventi una lettura proposta dai docenti di Lettere alle loro classi!
Ho solo una cosa ho da ridire e riguarda i docenti di Religione; non è vero che ai colloqui con loro non va a parlarci nessuno: io ho sempre trovato una fila notevole.

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